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E’ di Martinsicuro lo stalker della dottoressa sgozzata a Sant’Omero

L’omicidio di Sant’Omero è stato ampiamente trattato mercoledì sera da Federica Sciarelli a “Chi l’ha visto?”
E’ di Martinsicuro lo stalker della dottoressa sgozzata a Sant’Omero

SANT’OMERO – Il presunto assassino del medico Ester Pasqualoni è un 69enne residente a Villa Rosa Martinsicuro. La dottoressa lo aveva denunciato per stalker. I carabinieri del nucleo investigativo di Teramo stanno dando la caccia all’uomo, proprietario della Peugeot bianca vista al parcheggio dell’ospedale di Sant’Omero allontanarsi dopo l’efferato crimine.

Amica, due sue denunce archiviate – “Aveva presentato due denunce contro il suo stalker, ma erano state entrambe archiviate”.

Lo riferisce all’ANSA Caterina Longo, amica di Ester Pasqualoni, il medico ucciso a Sant’Omero (Teramo). L’uomo, dice Longo, la perseguitava “da diversi anni”, la “osservava e seguiva, sempre e dappertutto. Si era intrufolato nella sua vita non sappiamo neanche come, con artifici e raggiri. Non era un suo ex, non avevano niente a che fare, era solo ossessionato da lei”.

“Abbiamo idea di chi possa essere l’omicida e lo stiamo cercando”: così ha riferito un investigatore all’ANSA a proposito del delitto di Ester Pasqualoni. Alla domanda se possa trattarsi di uno stalker, la stessa fonte ha risposto: “Si tratta molto probabilmente di una persona che dava fastidio alla vittima”.

Secondo le prime informazioni, Ester Pasqualoni aveva finito il turno di lavoro e stava andando a prendere la macchina nel parcheggio. Qualcuno avrebbe visto un’auto allontanarsi. Dai pochi elementi che stanno emergendo si sarebbe sentita anche una richiesta di aiuto. La donna lascia due figli.

Collega, morta tra le mie braccia  – “È morta tra le mie braccia. Una cosa assurda pensare che era Ester”. Parla Piergiorgio Casaccia, il medico del pronto soccorso di Sant’Omero intervenuto per primo sulla dottoressa del suo stesso ospedale, Ester Pasqualoni, uccisa nel parcheggio della struttura, forse dall’uomo che sembra la perseguitasse. “Ero in servizio mi hanno avvisato e sono corso. Ho trovato questa persona a terra riversa in una pozza di sangue. Quando sono arrivato non aveva più polso. Ho cercato di capire se potevo fare qualcosa. Ma era chiaro che non c’era più nulla da fare”, racconta Casaccia ai cronisti. “È passato un altro collega. Abbiamo coperto il cadavere. Non l’avevo riconosciuta. Poi quando sono arrivati i Carabinieri, hanno visto i documenti e hanno chiesto se lavorava all’ospedale, a quel punto ho capito che era Ester. Intorno c’erano evidenti segni di colluttazione, c’erano due borse in terra, il cellulare. Una cosa assurda. Poi c’è stata solo disperazione e pianto. Perché, chi, chi può volere del male a Ester?”, si chiede il soccorritore. “Una persona stupenda che ha aiutato tutti i pazienti, anche di notte. C’è sempre stata per tutti. Tra le mie mani ha fatto gli ultimi respiri. Una cosa assurda pensare che era Ester”.

Ester Pasqualoni si era laureata in medicina e chirurgia all’università de L’Aquila con il massimo dei voti. Il medico,  mamma di due figli 11 e 16 anni, negli anni aveva conseguito altri titoli di studio e professionali come la specializzazione in medicina interna. Prima di entrare a far parte dell’équipe dell’ospedale di Sant’Omero, aveva lavorato anche al pronto soccorso di Loreto e a quello di Atessa, poi a Giulianova.

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