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“Michele per Tutti”, una Onlus per aiutare i bambini con problemi allo sviluppo

“Michele per Tutti”, una Onlus per aiutare i bambini con problemi allo sviluppo

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è svolta sabato mattina al Centro Medico Forum di Porto d’Ascoli l’inaugurazione della nuova sede di ‘Michele per Tutti’, Onlus che aiuta i bambini con problemi allo sviluppo.

All’evento erano presenti il Sindaco di San Benedetto del Tronto Pasqualino Piunti, l’Assessore alle Politiche Sociali Emanuela Carboni e il Consigliere Emidio Del Zompo, che si sono complimentati con gli operatori per il lavoro che stanno svolgendo con forza e determinazione.

«È doveroso un sentito ringraziamento agli operatori e ai volontari dell’associazione – le parole dell’Assessore Carboni -, che attraverso il loro lavoro aiutano i bambini che nascono con alterazioni genetiche e sostengono le loro famiglie durante il percorso».

L’Associazione è presente da tre anni sul territorio, e nasce dall’esigenza personale dei fondatori, Marco Sorrentino e Cristiana Carniel (genitori di Michele e rispettivamente segretario e presidente dell’associazione), di servirsi della loro esperienza personale per aiutare le famiglie che hanno un bimbo con ritardo nello sviluppo.

«Michele a causa di una rara sindrome genetica è nato con un’agenesia del corpo calloso e strutture connessurali e questo comporta tanti limiti. Non riesce a parlare, non sa camminare e non ha nessun tipo di autonomia, ma ci sono tanti metodi riabilitativi che possono aiutare a migliorare la sua condizione e quella di tanti altri bambini i cui genitori non sanno cosa fare. Abbiamo fondato questa associazione onlus per aiutare i bambini cerebrolesi e per non far perdere tempo prezioso, mettendo a disposizione di tutti le conoscenze accumulate in questi anni, pochi ma intensi. Michele ha iniziato a praticare delle terapie riabilitative a 8 mesi: troppo tardi. L’obiettivo di questa associazione è duplice: abbattere le barriere culturali e materiali affinché aumenti la diagnosi precoce; diffondere le terapie che, secondo la nostra esperienza, hanno successo, perché prima si inizia e più possibilità si hanno di ridurre le disabilità. Questo lo abbiamo imparato troppo tardi per nostro figlio, ma non troppo tardi per le tante mamme che chiedono una visita di controllo al loro figlio già prima dei tre mesi di vita».

La Onlus lavora con il gruppo di lavoro del dottor Mario Castagnini, che da oltre trent’anni visita neonati a rischio ed aiuta bambini con ritardi psicomotori gravi. Elena Canton, neuropsicomotricista dell’età evolutiva che collabora col dottore Castagnini e la sua onlus spiega: «Castagnini afferma che il cinquanta per cento dei bambini destinati ad avere ritardi nello sviluppo si può normalizzare se la diagnosi e la riabilitazione iniziano entro il terzo mese di vita. A Verona e San Benedetto del Tronto promuoviamo visite nelle quali si valutano le abilità del bambino a seconda dell’età cronologica. La maggior parte dei bimbi destinati ad avere problemi proviene di solito da dodici categorie di parto a rischio che Castagnini ha scoperto: parti prematuri, gemellari, dismaturi, distocici, con liquido amniotico tinto o melmoso, da madri diabetiche, da madri con gestosi, neonati con crisi convulsive, con infezioni gravi, indice di Apgar <3 al 1’ min e <7 al 5’ min, ittero neonatale grave, iperbilirunemia a rischio, crisi ipoglicemiche ed ipocalcemiche con segni neurologici. Ci sono inoltre segnali di guardia specifici al quale bisogna prestare attenzione, come tensione e pianto durante il cambio del pannolino e il bagnetto, oltre la scarsa risposta agli stimoli affettivi e scarsa iniziativa psicomotoria».

‘Michele per Tutti’ ricorre anche ad una terapia del suono di un medico francese, Guy Berard, la A.I.T. (Auditory Integration Training) per imparare a parlare. Questa riqualifica in modo efficiente un sistema uditivo disorganizzato e migliora le distorsioni uditive e di sensibilità.

«Tutti noi sentiamo un determinato numero di frequenze, ossia i toni, ad uno specifico volume che deve essere lo stesso per tutte le frequenze – spiega Monica Cameli, dottoressa in psicologia che la applica -. Quando sentiamo le frequenze a volumi alterati, abbiamo una percezione uditiva disturbata ed è necessario intervenire con questo training: ascoltare tramite delle cuffie una musica modulata da un dispositivo A.I.T. Il metodo è molto valido per bambini disabili con disordine sensoriale, autismo, dislessia, deficit di attenzione e altri tipi di difficoltà d’apprendimento. Il risultato immediato che ha è alzare il loro livello d’attenzione. È un trattamento che dura dieci giorni con due sedute giornaliere di mezz’ora».

In Italia ci sono pochissimi centri che usano A.I.T., Cameli e Canton hanno dovuto studiare questo metodo in Spagna, perché in Italia sono pochissimi i centri che la utilizzano: è una terapia sia per piccoli che per grandi, perché può identificare e curare la depressione.

Nella sede di Michele per Tutti ci sono due figure a sostegno dei pazienti, il fisioterapista Marco Tamburro e l’osteopata terapista Giulia Bertazzoli. I consulti sono gratuiti e le terapie particolari sono offerte a costi molto ridotti, perché siano accessibili a tutti.

«Da luglio partirà un progetto regionale – racconta soddisfatta l’osteopata Bertazzoli -, in cui andremo con aiuto di ostetriche, pediatri e ginecologi nei corsi pre-parto a presentare il libro del dottor Mario Castagnini ‘È nato un bimbo’, sulla gestione del neonato e sul riconoscimento di eventuali comportamenti anomali».

Per aiutare la onlus a crescere è possibile donarle il proprio 5×1000 indirizzandolo all’Associazione ‘Michele per Tutti’ Onlus, codice fiscale 91040550443.

Nella foto: i genitori di Michele, Marco Sorrentino e Cristiana Carniel, con il dottor Mario Castagnini e Alda Pagani

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