Finiscono in Tribunale i libri contabili del Consorzio Turistico

SAN BENEDETTO DEL TRONTO –  Era segnato da tempo il destino del Consorzio Turistico Riviera delle Palme. Ora non c’è più scampo al fallimento. I soci si sono riuniti questo pomeriggio nel Municipio di viale De Gasperi dove hanno concordato di avviare la procedura del fallimento.

E’ dunque passata la linea del sindaco Pasqualino Piunti che subito dopo il suo insediamento dichiarò che il libri contabili del Consorzio Turistico dovevano essere consegnati al Tribunale fallimentare.




Piazza San Giovanni, la pedonalizzazione inizia da via Montebello

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Intanto vogliamo pedonalizzare tutta via Montebello”, spiega l’assessore ai lavori pubblici Andrea Assenti. “Il progetto nel suo insieme – aggiunge Assenti – contempla la chiusura al transito veicolare di piazza San Giovanni Battista, che diventerebbe un grande parcheggio. Il guidatore lascerebbe l’automobile in sosta in piazza San Giovanni ed entrerebbe a piedi nell’isola pedonale già in via Montebello. L’area pedonale del centro si allargherebbe, dunque, a via Montebello”. Argomenti di cui si è discusso nella mattinata di giovedì 15 giugno nel Municipio di viale De Gasperi.

Il progetto nel suo insieme prevede la chiusura al traffico di piazza San Giovanni. Com’è noto un tratto di via Marsala attraversa la piazza, per cui non sarà più percorribile con i mezzi a motore. Con questa soluzione saranno recuperati 85 posti auto. Le autovetture che entreranno in via Roma da via Gramsci saranno perciò obbligate ad immettersi in via Calatafimi per andare verso nord, dato che  via Marsala verrà interdetta al traffico.

Il capolinea degli autobus sarà trasferito dal piazzale della stazione ferroviaria all’ex deposito della Start di via Calatafimi, nei pressi del supermercato Tigre.

“Abbiamo convocato per la prossima settimana  l’assemblea con il quartiere Marina Centro, al fine di illustrare le modifiche alla viabilità ai residenti”, la conclusione di Assenti.

 




Monumento in piazza Carraro, Assenti: “Faremo noi la riqualificazione”

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “La nostra volontà – dice il vice sindaco Andrea Assenti – è trovare una soluzione per riattivare l’impianto di irrigazione per lo zampillo della fontana. Nella fretta dell’inaugurazione la tubatura  non è stata collegata alla fontanella. Ora c’è anche la rottura della pompa. Dobbiamo decidere se allacciare l’impianto alla fontanella o procedere con interventi alternativi. La volontà c’è. Noi non dimentichiamo Porto d’Ascoli. Voglio tranquillizzare l’artista: lo faremo noi”.

Questa mattina Assenti ha risposto in Consiglio comunale alla consigliera Flavia Mandrelli che ha interrogato l’amministrazione sul degrado dell’opera “Palermo 21:15”, realizzata dagli artisti Marisa Korzeniecki e Andrea Mancini. Gli autori del monumento erano presenti in aula.

Marisa Korzeniecki si era proposta per procedere alla riqualificazione a sue spese. Assenti, però, ha assunto l’impegno di intervenire con fondi dell’ente (nella foto, Korzeniecki e Mancini il giorno dell’inaugurazione).

L’opera “Palermo 21:15”, donata al Comune, rappresenta una barca, un guscio che traghetta in un luogo ameno la vittima innocente della mafia Emanuela Setti Carraro, moglie del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Infine la Mandrelli ha chiesto anche di mettere in sicurezza il monumento.




Monumento degradato a Porto d’Ascoli, “Brutto spettacolo, voglio fare io la manutenzione”

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Quando mi trovo a Porto d’Ascoli evito di passare in piazza Setti Carraro per non vedere l’opera ridotta in quelle condizioni”.

Dopo l’articolo sul monumento degradato pubblicato in esclusiva su San Benedetto News, siamo stati contattati in redazione da Marisa Korzeniecki autrice dell’opera“Palermo 21:15”, di cui ci siamo appunto occupati nell’articolo. L’artista ha realizzato il progetto   insieme all’architetto Andrea Mancini (i due sono insieme nella foto di copertina, scattata il 6 giugno 2015, poco prima dell’inaugurazione di “Palermo 21:15”).

La Korzeniecki ci ha raccontato di avere donato al Comune l’opera, ma si aspettava un minimo di manutenzione. I primi problemi si evidenziarono poco dopo l’inaugurazione, quando lo zampillo d’acqua della fontana si interruppe. Stiamo parlando del periodo della giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Giovanni Gaspari. Poi arriviamo al giugno 2016 e la giunta cambia colore con il sindaco Pasqualino Piunti.

“Ho ottenuto un appuntamento con il vice sindaco Andrea Assenti – spiega l’artista – il quale ha capito il problema ma nel concreto non ha provveduto. Allora gli ho chiesto di concedere a me e all’architetto Mancini l’autorizzazione per intervenire a nostre spese e restituire il decoro al monumento. Ma ancora non abbiamo avuto risposte”.

Per realizzare l’opera sono stati utilizzati travertino, corten, acciaio laccato. E’ collocata sull’aiuola della rotatoria di piazza Setti Carraro, la piazza dell’ufficio postale e della scuola Cappella.

Oltre alla fontana con lo zampillo rotto, e l’acqua putrida, versa in cattive condizioni il corten, materiale con cui è stata realizzata la punta che  rappresenta la prua della nave

L’artista spiega il significato del monumento: “La vista d’insieme allude ad una barca. Barca come guscio che traghetta, in un luogo ameno la vittima innocente della mafia Emanuela Setti Carraro, moglie del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

L’albero, esistente nel luogo (una maestosa magnolia), entra a far parte dell’opera e assume il doppio significato di albero naturale, espressione di forza e vitalità, e albero maestro esempio di vita. La contaminazione tra i materiali è voluta a significare l’apertura alla conoscenza, alla tolleranza di qualsiasi genere. Un progetto al quale ha collaborato la scuola Cappella”.

Korzeniecki è autrice di un’opera su un masso di “Scultura Viva, al molo sud.

 




Consorzio Turistico, super sconto per il Comune: versa solo 666 euro

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Al Comune erano stati chiesti 40mila euro di quote arretrate del Consorzio Turistico Riviera delle Palme. Ma se l’è cavata con 666 euro.

“Abbiamo dimostrato – chiarisce il vice sindaco, Andrea Assenti – che la somma spettante era di 666 euro”. Perché? “Per il semplice motivo – chiosa Assenti –  che la società consortile è stata messa in liquidazione nel marzo 2015. Poiché eravamo in regola fino al dicembre 2014, abbiamo dimostrato che dovevamo versare due mesi del 2015: gennaio e febbraio”.

La delibera con il super sconto è stata approvata dalla giunta.

I soci incontreranno il legale liquidatore per vedere quanti degli oltre 400mila euro di crediti iniziali sono stati recuperati e quanti sono ancora recuperabili.

“Se non si riuscirà a ripianare il debito, porteremo i libri contabili in tribunale”, conclude Assenti.




“No alla ciclabile in via dell’Airone”, il quartiere Sentina scenderà in strada

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Residenti infuriati contro il Comune di San Benedetto del Tronto. Minacciano una plateale protesta in strada se la pista ciclabile transiterà in via dell’Airone. “Con la ciclabile la carreggiata si restringerà e si perderanno posti auto: se non la fate passare da un’altra parte protesteremo come i No Tav”. I residenti dei quartieri Sentina e Mare lo hanno detto chiaro e tondo all’assessore ai lavori pubblici, nonché vicesindaco, Andrea Assenti, all’assessore all’ambiente Andrea Traini, al direttore dell’ufficio del traffico Piergiorgio Federici.

Lo hanno detto durante una “calda” assemblea pubblica andata in scena lunedì sera (10 aprile) nella sede del quartiere Mare, nell’area della facoltà di Economia dell’Univesità Politecnica delle Marche. L’appuntamento è stato diretto  da Valerio Isopi, presidente del quartiere Sentina, Giampiero Perozzi, presidente del quartiere Mare, e Gabriele Cruciani.  Hanno partecipato anche i residenti della zona mare perché la ciclabile si ricongiungerà a quella del lungomare. Mentre il dibattito si infiammava, sullo schermo scorreva il video con le immagini delle zone interessate.

“Fate passare il nastro verde sul lato del canale collettore oppure sotto al cavalcavia dell’Ascoli-Mare”, il coro unanime dei partecipanti. Stiamo parlando della così detta “ciclovia Picena”, che dovrà congiungere le Marche all’Abruzzo. E’ stata finanziata con circa 200mila euro.

“Il progetto – le parole dell’assessore Assenti – era cantierabile nel giugno 2016, quando ci siamo insediati. Lo abbiamo messo in stand by perché volevamo approfondire, ma ci siamo accorti che non si possono fare modifiche perché c’è l’esecutivo”.

Il nastro verde parte da piazza Setti Carraro, transita a fianco alla scuola Cappella, entra nel sottopasso ed esce in via dell’Airone. Questo tratto gà esiste. Il progetto della “ciclovia Picena” prevede che la ciclabila prosegua in via  dell’Airone, svolti in via del Cacciatore, poi nelle vie Da Buglione, Colleoni, San Francesco, San Giacomo e da qui fino al lungomare.

Assenti ha ottenuto consensi quando ha presentato il parcheggio da 48 posti auto liberi in via del Cacciatore, sotto al cavalcavia della superstrada Ascoli-Mare. Il Comune ha acquisito l’area dalla Provincia di Ascoli Piceno. Per realizzare il parcheggio ci vorranno 80-100mila euro. L’amministrazione li sta accantonando.

Hanno partecipato Valerio Pignotti, capogruppo di  Forza Italia, la consigliera di maggioranza Rosaria Falco, Andrea Marinucci dei Verdi, Maria Rita Morganti del Pd (promotrice della mozione in Consiglio per chiedere i parcheggi sotto alla superstrada) e Claudio Benigni, segretario del Pd di Porto d’Ascoli.




Cava e Assenti, strategie di una crisi a pranzo al Pescatore

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lunedì 20 marzo inizia la settimana più lunga e difficile della giovane amministrazione di centrodestra. Alle ore 12,45 il sindaco Pasqualino Piunti incontra i capigruppo di maggioranza per parlare della crisi che si è venuta a creare a seguito della mozione di sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio Bruno Gabrielli (FI).

La crisi politica della maggioranza si discute su più tavoli segreti o a pranzo in luoghi pubblici. Il vicesindaco Andrea Assenti e il capo di gabinetto del sindaco, Luigi Cava, sono stati colti questo pomeriggio dall’obiettivo del fotografo all’ingresso del ristorante Il Pescatore.

Gli osservatori politici hanno subito pensato a un tentativo di accordo con Marco Calvaresi (Pd), titolare del Pescatore, in vista del 6 aprile, quando il Consiglio di Stato si pronuncerà sulla così detta anatra zoppa. Nel caso l’organo amministrativo ribaltasse la sentenza del Tar, la maggioranza non avrebbe i numeri per governare. Dato che Calvaresi entrerebbe in Consiglio sui banchi di minoranza, farebbe comodo averlo alleato. Ma l’ex presidente del Consiglio, da quando è passato al Pd, ha deciso di non prendere iniziative individuali, bensì condivise con il Partito. Cosa farà il Pd?

Altre fonti rivelano, invece, che Cava e Assenti abbiano approfittato della pausa domenicale per godere di qualche momento di relax davanti a un buon piatto di pesce del mare Adriatico. Ovviamente parlando della crisi politica.

Ma sono stati a pranzo oppure si sono incontrati al Pescatore dopo pranzo? In serata Cava ha inviato un messaggio ai consiglieri di maggioranza in cui spiega di non avere mangiato al Pescatore con Assenti. Secondo la sua versione ha consumato il pasto con la moglie in un locale del centro. Poi ha telefonato ad Assenti e l’ha raggiunto al Pescatore (dove il vice sindaco aveva pranzato con moglie e figli) e preso un caffè insieme, al bar del ristorante. All’esterno hanno fumato una sigaretta, quindi è andato via.




Project da 3milioni per la piscina, Assenti: “Stiamo valutando fattibilità”

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Accelerate al massimo l’iter tecnico-burocratico del project financing della piscina comunale Gregori”. Il sindaco Pasqualino Piunti preme l’acceleratore sugli uffici, per chiudere la partita del project: in quale direzione? “Dobbiamo decidere se la proposta dei privati deve andare avanti oppure no: la risposta l’avremo con l’approfondimento del carteggio”, puntualizza il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Andrea Assenti.

E’ trascorso poco più di un mese dalla presentazione in Comune del project finacing di circa 3milioni di euro  da parte di una associazione di imprese. Torniamo a parlarne oggi perché questa mattina, venerdì 24 febbraio, il sindaco Piunti ha convocato nel suo ufficio gli assessori Andrea Assenti, Pierluigi Tassotti, il dirigente dei lavori pubblici Farnush Davarpanah e l’architetto Annalisa Sinatra. Piunti voleva sapere a che punto si trova l’iter e ha spronato i convenuti a velocizzare la pratica.

“Entro lunedì 27 febbraio l’associazione di imprese presenterà le integrazioni richieste dai tecnici comunali”, il chiarimento del sindaco. Nell’associazione d’imprese  compaiono Beani Costruzioni Srl, Sport Smile, Mida Srl, Nuovo Mondo Acquatico, Caioni Costruzioni.

Cosa hanno proposto? Di realizzare la vasca esterna per le competizioni olimpiche (attualmente è chiusa perché non a norma) e di rimettere a nuovo quella interna, oltre al restyling dei campi da tennis e alla creazione di un parco per i bambini. La società, per recuperare i 3milioni di investimento  realizzerebbe un ristorante, negozi di accessori sportivi e un laboratorio di medicina dello sport. Come prevede il project financing, il proponente gestirà la struttura per 30 anni. Tempo necessario per recuperare 3milioni e guadagnarci.

 




Consorzio Turistico verso l’autofallimento

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel pomeriggio di lunedì 6 febbraio, nel Municipio si sono riuniti i rappresentanti dei Comuni e dei soci privati del Consorzio Turistico Riviera delle Palme.  Andrea Assenti, presente in qualità di vice sindaco, spiega che nessuno dei soci ha più interesse a mantenere in vita questo organismo di promozione turistica pertanto non resta che dichiarare l’autofallimento.

“La società è già stata posta in liquidazione e l’avvocato Straccia – dichiara Assenti – sta procedendo all’azione di recupero crediti per tentare di arrivare in tribunale con meno debiti possibile”.

I soci si incontreranno nuovamente alla fine della prossima settimana per fare il punto della situazione e vedere quanti degli oltre 400mila euro di crediti iniziali sono stati recuperati o sono ancora recuperabili. Il fallimento resta ormai l’unica certezza.




Via Val Tiberina: prove di cantiere, ma la zona è inagibile

Questa mattina si sono rivisti gli operai della ditta Simeone, che si è aggiudicata l’appalto per realizzare l’impianto fognario per lo smaltimento delle acque bianche. Ma i lavori restano in stand by, le forti piogge hanno reso inagibile il cantiere

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La tanto annunciata ripresa del lavori al cantiere Ciip in via Val Tiberina, nel quartiere Agraria di Porto d’Ascoli, suscita ancora polemiche. Immancabili quelle dell’ex consigliere comunale Gianluca Pasqualini che, dopo aver prodotto un esposto all’Anac nei giorni scorsi, stamane lamenta ancora promesse non mantenute e cantiere deserto.

Il presidente della Ciip, Giacinto Alati, risponde che le promesse invece sono state mantenute e che i lavori sono in ripresa. In effetti dalle prime ore del mattino erano presenti tre operai per risistemare il cantiere e accendere le attrezzature (guarda le foto). Nel pomeriggio non si è visto nessuno, probabilmente a causa della pioggia.

“Dopo tanti giorni di stop era impossibile lavorare a pieno regime, anche sapendo – spiega Alati – che con le piogge intense di questo periodo la zona è tutta allagata, pertanto inagibile. Stamane sono andati a sistemare alcune situazioni e a fare dei sopralluoghi per poter iniziare appena il terreno si asciuga”

Alati asserisce che anche gli operai sono stanchi di stare fermi e chiedono di poter riprendere a lavorare, tanto che hanno chiesto una cifra di 20mila euro alla ditta come pagamento per i giorni di lavoro persi. “Devono portare delle macchine piuttosto pesanti – continua il presidente del Ciip – e hanno bisogno del suolo asciutto, ma sono certo che la prossima settimana faranno lo scavo per vasca”.

Quanto alla previsione sul termine dei lavori invece non si pronuncia: “Avevano detto a giugno, ma io non posso garantire nulla perché non dipende da me. È la ditta appaltatrice che deve lavorare e deve cercare di recuperare il tempo perso. Anche perché, quanto ai 200mila euro in più chiesti per la variante, verranno erogati solo al compimento dell’opera, non un giorno prima”.