Perazzoli: “Sbagliato riordinare la pianta organica per gli amici”

Conferenza stampa del Pd, seconda parte. Paolo Perazzoli sconfessa il modo con cui sia Piunti sia il predecessore di centrosinistra hanno riorganizzato la pianta organica del Comune.  Non ripone fiducia nel project financing per la piscina comunale e ambisce a governare con il centrodestra. “Gli elettori hanno preferito i candidati del centrosinistra, ma l’anomalia del premio di maggioranza ha messo fuori gioco gli eletti dal popolo”

 SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Questa amministrazione –  la metafora di Perazzoli – sembra una squadra di calcio abituata a giocare di rimessa e quando deve produrre il gioco non sa cosa fare. Il sindaco Pasqualino Piunti era più efficace all’opposizione, perché rintuzzava le proposte della maggioranza. Governare è altra cosa.

Riorganizzazione della pianta organica comunale. Per la riorganizzazione è stata giustamente anche criticata la passata amministrazione di centrosinistra per come aveva proceduto, non essendo dettata da criteri oggettivi e di merito. Quella che è in corso ora sembra uno spoil system casereccio. In alcuni spostamenti prevale l’idea di scelte politiche, in altre di premiazione, magari per i salti di cavallo degni di scene western. In questo contesto c’è una tenace volontà di disastrare il settore Assetto del territorio: il nuovo dirigente non si sa quando arriverà. Questi continui cambiamenti, oltre al malessere creano disservizi. Un’azienda privata non farebbe mai quello che è stato fatto negli anni passati e come si sta agendo adesso. Bisogna mettere al primo punto non le amicizie  e le tendenze politiche, ma il funzionamento della macchina amministrativa ‘cum grano salis’ (con un po’ di buon senso, ndr)

Le opere pubbliche. Leggiamo che vengono finanziate con i privati, come la foce del torrente Albula  e, anche, lo stadio Ballarin. Che significa? C’è intenzione di procedere con qualche operazione urbanistica? E la piscina comunale con il project financing? In dieci anni di centrosinistra ne abbiamo sentite tante di opere pubbliche finanziate con i project: i tempi sono lunghissimi e spesso non vanno in porto. La verità è che c’era un impegno per riaprire l’impianto natatorio che non viene portato a compimento. E se il project di cui abbiamo appreso dai giornali fosse reale, andrebbe a compimento a fine legislatura, se tutto poi dovesse andare bene.

Salvaguardia del territorio. La politica deve  salvaguardare il territorio con una manutenzione continua. Noi avevamo proposto un accordo di fiume: è necessario che il Comune si faccia promotore di questo accordo con Provincia, Regione, Consorzio di Bonifica e ministero dell’Ambiente  per la manutenzione del territorio, che è un corpo vivo. Non si può correre d’urgenza ai ripari quando ci sono gli allagamenti: la città ha bisogno di manutenzione sempre. I soldi si possono trovare in questo contesto. Noi facemmo opere per decine di miliardi di lire con finanziamenti regionali, ministeriali ed europei.

Il sociale. Si procede nei servizi sociali in maniera ragionieristica, si taglia un po’ qua un po’ là per qualche migliaio di euro.  Le cooperative di tipo B coinvolgono i più deboli in attività lavorative. Si internalizza quello che non dovrebbe essere internalizzato: si faccia con parchi e giardini e i lavori pubblici, non con chi svolge servizi utili al cimitero”.

Perazzoli in questo caso si riferisce alla Cooperativa Hobbit. Leggi articolo: Pellei (Udc): “Il Comune licenzia il Terzo settore dal cimitero”

Caso scuolabus. “L’introduzione delle corse a pagamento porterà ad una diminuzione dei bambini che usufruiscono del servizio, perché saranno accompagnati a scuola in macchina dai genitori. Si avranno due danni: uno all’ambiente perché ci sarà più inquinamento, l’altro al servizio di trasporto pubblico che incasserà di meno, per cui sarà più costoso. (Nota del redattore: nel 2013 il centrosinistra propose di mettere lo scuolabus a pagamento, votandolo in Consiglio, poi non se ne fece nulla).

Anatra zoppa. Ci sarebbe bisogno – e qui Perazzoli si congeda – di coraggio da parte dell’amministrazione e coinvolgere la minoranza nelle decisioni, d’altra parte la maggioranza degli elettori ha votato il centrosinistra. La sentenza della Corte Costituzionale afferma che il premio di maggioranza non può raddoppiare il consenso avuto alle elezioni, ma  nel Consiglio di San Benedetto si va oltre il raddoppio. Non è in discussione il sindaco, ma il riequilibrio sarebbe utile per un governo migliore.  Se ci fosse una sentenza giusta del Consiglio di Stato non ci sarebbe quella cosa ridicola, che un atto sui servizi sociali, a parole condiviso, è poi stato bocciato. E’ una distorsione: in Riviera chi ha preso meno del 30% governa, chi ha superato il 50% è minoranza”. Leggi articolo: Campanelli: “Speriamo che il Consiglio di Stato si pronunci subito sull’anatra zoppa”

Antimo Di Francesco prosegue sull’anatra zoppa. La sentenza della Consulta della Corte Costituzionale dice che il carattere rappresentativo dell’assemblea non deve essere compromesso, invece a San Benedetto è tutto andato nella direzione della governabilità. La Consulta, giudicando   la parziale inammissibilità dell’Italicum dice che il ballottaggio falsa  la rappresentatività ed eguaglianza del voto. Il premio attribuito al secondo turno resta un premio di maggioranza, non deve diventare un premio di governabilità.

Il Congresso Pd. In attesa delle decisioni della  Direzione nazionale – conclude Di Francesco –  lo abbiamo fissato al 19 marzo. Convocherò l’assemblea degli iscritti per affrontare la tematica. Lorenzo Guerini è disponibile a partecipare ad una iniziativa per il Congresso, tra fine mese e i primi di marzo: faremo un evento per lanciare azioni concrete”.




PROVINCIALI Nullo il voto di domenica? Decide la Corte costituzionale

Domenica 8 gennaio i consiglieri dei Comuni del Piceno voteranno per il rinnovo del Consiglio della Provincia di Ascoli. Ma la consultazione potrebbe risultare inutile se venisse accolto il ricorso alla Corte costituzionale presentato da FI. In questo caso decadrebbe la legge Delrio sull’abolizione delle Province. Per cui, non è escluso che la parola possa tornare ai cittadini per il rinnovo dell’assemblea provinciale. E tutto tornerebbe come prima: il presidente e i consiglieri della Provincia verrebbero scelti attraverso le elezioni amministrative. Con la norma attuale, invece, i rappresentanti della Provincia vengono votati dai consiglieri degli enti locali, i quali farebbero le valigie da Palazzo San Filippo.

Sentiamo cosa dicono Marcello Fiori, responsabile nazionale Enti locali di FI, e Carlo Riva Vercellotti, vice presidente dell’Unione delle Province italiane.

“A seguito della straordinaria vittoria del No abbiamo deciso di portare davanti alla Corte costituzionale la questione di legittimità della cosiddetta legge Delrio, almeno nella parte in cui anticipava la soppressione delle Province. In realtà le Province sono sempre rimaste dove erano, ma si è impedito ai cittadini di votare i propri rappresentanti e si è proceduto al loro definanziamento quasi totale”.

FI elenca “due esempi eclatanti che mostrano questi danni: 111.514 chilometri di strade provinciali e oltre 5.000 plessi scolastici che non hanno le risorse necessarie per una adeguata manutenzione”.

Nelle Marche sono chiamate al voto le province di Ancona, Ascoli Piceno, Pesaro e Urbino.