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“Vogliamo l’ospedale unico nella vallata”, il circolo centro Pd batte i pugni

“Vogliamo l’ospedale unico nella vallata”, il circolo centro Pd batte i pugni

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Presso la sede PD di via Manara si è tenuta un’assemblea degli iscritti del circolo centro sul tema: “Sanità nell’A.V. 5 e realizzazione del nuovo Ospedale del Piceno”.

La riunione si è svolta alla presenza del Segretario di Federazione, del Segretario dell’Unione Comunale e del Consigliere Regionale di San Benedetto del Tronto.

Nella stessa riunione è stato presenta un documento redatto dal Gruppo Sanità del PD, lo stesso è stato letto e illustrato dal coordinatore del gruppo.

I vari interventi hanno evidenziato le criticità che ci sono nel sistema, molte delle quali ampiamente conosciute, (liste di attesa, pronto soccorso, mancanza di posti letto ecc.).

Per quando riguarda il documento, si è registrata una sostanziale approvazione e condivisione da parte di tutti i presenti. In particolare sulla validità del progetto “ospedale unico” e sulla necessita che l’iter per la sua realizzazione venga sostenuto ed accelerato, consapevoli che parte delle criticità attuali troverebbero soluzione nella struttura unica.

L’assemblea ritiene urgente la convocazione della Conferenza dei Sindaci del Piceno affinché l’organo deputato a prendere importanti decisioni su questo argomento, a cominciare dal sito della nuova struttura, decida al più presto.

“Solo così – dice il segretario si sezione, Roberto Giobbi –  si eviteranno ulteriori ritardi che penalizzerebbero ancora una volta il nostro territorio. L’auspicio del circolo centro è che il dibattito e confronto costruttivo nel nostro partito possa essere ampliato agli altri circoli e alla Unione Comunale ed estendersi alla Federazione e a tutti i circoli del territorio provinciale”.

DOCUMENTO
Il gruppo sanità di San Benedetto del Tronto ritiene prioritario riprendere il dibattito sulla sanità nell’area vasta 5, ed in particolare sulla realizzazione dell’Ospedale Unico del Piceno.

Essendo questo il tema principale al centro del dibattito pubblico, soprattutto dopo il consiglio comunale aperto sull’argomento, riteniamo che il Partito Democratico debba affrontarlo con serietà e decisione, senza reticenze e/o inutili e dannosi campanilismi che possono solo ritardare il processo di realizzazione di questo progetto.

Siamo convinti che solo il sistema pubblico può garantire qualità efficienza ed universalità delle cure. Pertanto ci sembra doveroso denunciare criticità quando ci sono, ma contemporaneamente lavorare perché il sistema rimanga pubblico efficiente e sostenibile .
Proviamo pertanto ad analizzare i punti principali.

La struttura ospedaliera unica, dovrà nascere ex novo, pertanto nessuno dei due ospedali esistenti potrà assolvere a questa funzione. 

Va detto che le strutture esistenti sono state pensate e realizzate 50/60 anni fa con i criteri della sanità di quel periodo storico. Una struttura moderna terrà conto delle nuove esigenza con percorsi di accoglienza e clinico/assistenziali attuali, semplificati e razionali.
Una sola struttura con le caratteristiche descritte, permetterà di ottimizzare le risorse professionali e strumentali. (pensiamo solo a quante figure professionali di altissimo livello, sono impegnate nelle guardie notturne e festive attualmente nei due presìdi ed alle tecnologie non utilizzate in modo ottimale).

Il recupero di tali risorse, permetterebbero di migliorare notevolmente l’accesso alle cure ospedaliere per gli utenti, sia in regime di urgenza che programmato dal punto di vista quantitativo che qualitativo, con ripercussioni positive sulle criticità sopra citate.

Funzioni delle strutture esistenti.
Le strutture che attualmente ospitano gli attuali ospedali potrebbero essere utilizzate per ospitare tutte le attività e socio sanitarie extra-ospedaliere.

Case della salute, specialistica territoriale, diagnostica extra-ospedaliera, riabilitazione, medicina del lavoro, strutture di prevenzione, consultorio, assistenza domiciliare, medici di famiglia, hospice ecc. 

Va ricordato che attualmente queste attività sono collocate in varie strutture del territorio a volte anche in affitto.  La collocazione di questi servizi concentrati nei due plessi, oltre permettere un risparmio in termini di costi e personale, semplificherebbe notevolmente l’accesso agli stessi da parte degli utenti.

Va ricordato inoltre che tutte le risorse recuperate devono essere riutilizzate nel settore sanitario come ci ha ricordato il Presidente Ceriscioli nel Consiglio Comunale

Localizzazione del nuovo ospedale.
Il tema della localizzazione è sicuramente quello che scalda di più il dibattito, ed è trasversale a tutte le forze politiche. Tuttavia se si segue la logica senza lasciarsi infettare dal virus del campanilismo si può trovare una soluzione la più razionale possibile nell’interesse di tutti i cittadini.

Sotto il profilo urbanistico i criteri da rispettare saranno i seguenti:
Stretto rapporto con la rete viaria principale A14 – Superstrada Ascoli Mare. Stretto rapporto con la ferrovia finalmente utilizzata come metropolitana di superficie anche a servizio di un’utenza non più autonoma. Eventuale recupero di aree industriali dismesse o sottoutilizzate, già urbanizzate per evitare ulteriore consumo di suole vegetale.

Pertanto la sua collocazione non può che essere nella Vallata del Tronto, nello specifico pensiamo che si debba cercare una grossa area nella fascia di territorio delimitata a sud dalla superstrada e a nord dalla ferrovia, in posizione baricentrica rispetto agli attuali ospedali.

Nelle adiacenze ci dovrà essere un’apposita uscita della super-strada, ed una stazione ferroviaria.
Va ricordato inoltre che il nostro territorio e dotato di un eliporto/aeroporto già funzionante. Considerando che già si fa uso costante del trasporto in elicottero e si pensa di potenziarlo anche col volo notturno, nella scelta del luogo sarebbe bene tenere conto anche di questo elemento
La struttura dovrà occupare una superficie molto vasta anche per eventuali sviluppi futuri attualmente non prevedibili.

Funzioni degli attuali ospedali nell’attesa dell’ospedale unico
Riteniamo che le funzioni degli attuali ospedali non debbano subire limitazioni nell’attesa del nuovo ospedale.
Ciò che poteva essere messo in comune nell’area vasta è già stato fatto. Attualmente dobbiamo correggere le criticità ed eventualmente potenziare alcune specialità che sono in sofferenza.
Dobbiamo trasferire al nuovo ospedale le strutture pienamente operative e qualificate.

Infine vorremmo fare una riflessione sui possibili ostacoli. Chi non crede in questo progetto, e promette alla popolazione di riferimento che si farà paladino del mantenimento delle strutture attuali pensando di fare un favore ai propri cittadini in realtà gli sta facendo un grosso danno.

Lo scenario che si potrebbe delineare nei prossimi anni sarebbe il seguente: ogni provincia avrà la nuova struttura ospedaliera.
Pesaro ha già individuato l’area dove sorgerà il nuovo ospedale e penso che stiano lavorando sul progetto esecutivo.
Ancona ha già una megastruttura oltre all’azienda ospedaliera e l’università. Macerata sta discutendo per cercare un’area idonea.
Fermo ha l’area pronta e quindi il percorso burocratico avviato.
Pertanto qualora si arrestasse questo percorso per l’A.V. 5 sarebbe l’unica provincia delle Marche che non avrebbe una struttura ospedaliera nuova con criteri strutturali e clinici moderni.
Quindi un grosso dispetto alle future generazioni compresi i nostri figli e nipoti.

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